L’Imbarazzo del primo grande amore: Annie Hall

3 Aprile 1978: questa data forse potrebbe non dirvi nulla ma per i più attenti (e maniaci) cinefili rappresenta uno dei momenti più iconici della storia della settima arte; è la data in cui il regista newyorkese Woody Allen viene consacrato all’olimpo dei cineasti d’oltreoceano dall’Academy che consegna al suo “Annie Hall” 4 premi Oscar (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior attrice protagonista all’allora compagna di Allen, Diane Keaton); la sfida era abbastanza ardua quell’anno poichè Allen (che non si presentò alla cerimonia) dovette sfidarsi con grandi produzioni e nomi come Steven Spielberg e il celeberrimo “Star Wars” di George Lucas, ma alla fine la sincerità dell’amore apatico di Alvy Singer ha avuto la meglio.

Il film si apre con uno dei monologhi più famosi della storia del cinema in cui il protagonista Alvy (Woody Allen) fa una somma della sua esistenza esprimendo anche la sua personale concezione della vita

There’s an old joke: two elderly women are at a Catskill mountain resort and one of ‘em says, “Boy, the food at this place is really terrible.” The other one says, “Yeah, I know, and such small portions.” Well, that’s essentially how I feel about life. Full of loneliness and misery and suffering and unhappiness, and it’s all over much too quickly. The the other joke, important joke for me is one that’s usually attributed to Groucho Marx, but I think it appears originally in Freud‘s wit and its relation to the unconscious. And it goes like this, I’m paraphrasing: Um, I would never wanna belong to any club that would have someone like me for a member

“Non vorrei mai appartenere a nessun club che conti fra i suoi membri uno come me”, questa battuta lapidaria di Allen è la rappresentazione forte e unica dell’intero film e dell’esistenza di molti di noi: un’esistenza fatta di amori saltuari, unici grandi amori, parole non dette e sentimenti soffocati. “Il problema non sei tu, sono io”, Allen lo disse quarant’anni fa e con molta più classe. Dopo il primo monologo e le esilaranti digressioni di Alvy sulla sua infanzia, sulle sue paure infantili sulla fine del mondo e sulle sue esperienze scolatische attraverso la messa alla berlina di insegnanti e compagni di classe (“Chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna ginnastica, quelli che neanche la ginnastica credo li mandassero alla mia scuola”) , Alvy ci porta a conoscere la sua vita amorosa fino all’intensa passione vissuta con Annie Hall che sa tanto di autobiografico (Annie è il nomignolo con cui Allen chiamava la Keaton, il cui vero cognome è propio “Hall”). Annie Hall è senza ombra di dubbio un capolavoro della storia del cinema e i suoi punti di forza sono certamente quelle scene che mostrano le prime fasi dell’innamoramento tra Annie e Alvy: tra parole non dette ed esilaranti sottotitoli, uscite a Central Park dialoghi imbarazzanti e il famosissimo “La dee da” l’amore nasce.

La pellicola di Allen si presenta allo spettatore come una descrizione documentaristica sulle relazioni uomo-donna e alla fine della stessa ne capiamo l’assurdità, le stranezze e “il bisogno di uova”. Fortemente introspettiva e dissacrante, è una visione ironica e un po’ pessimista della vita, delle relazioni sentimentali ma anche un grande omaggio a quelli che saranno i due più grandi amori di Allen: Diane Keaton e New York. La città che non dorme mai e l’ormai iconica attrice si rincontreranno, due anni dopo: nel 1979 arriva al cinema l’ennesima fatica del regista, “Manhattan”, cartolina d’amore in bianco e nero alla sua città che ad oggi si contende con “Io e Annie” lo scettro di miglior film di Woody Allen.

 

 

2 pensieri riguardo “L’Imbarazzo del primo grande amore: Annie Hall

  1. Un cinema che Allen riuscirà a riproporre in poche altre opere della sua sterminata filmografia; questo però, ha in sé l’Allen che io consiglierei a chiunque ancora non abbia avuto modo di confrontarvisi. Un Allen che in Annie Hall ha tutto ciò che lo ha reso grande. Complimenti, mi è piaciuto molto il tuo articolo!

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